KRUSZWICA (POLONIA), 6 SETTEMBRE 2026 – Una medaglia d’argento che ha il sapore di una vittoria. Un risultato straordinario, conquistato con determinazione, sacrificio e una forza di volontà fuori dal comune. Marco Gilardoni, atleta della Canottieri Menaggio, è vicecampione europeo Under 23 nel quattro di coppia maschile, al termine di una finale entusiasmante che ha regalato all’Italia uno splendido secondo posto.

Un traguardo che assume un significato ancora più importante perché arriva nell’ultima stagione di Marco nella categoria Under 23, dopo due anni particolarmente difficili, durante i quali ha dovuto affrontare ostacoli che avrebbero potuto mettere a dura prova la determinazione di qualsiasi atleta.

Una finale europea da protagonista

Sul bacino polacco di Kruszwica, il quattro di coppia azzurro composto da Elia Bressan (Canottieri San Giorgio), Marco Gilardoni (Canottieri Menaggio), Leonardo Salerno (Canottieri Gavirate) e Sebastiano Renzi (Ternana Canottaggio) ha disputato una gara di altissimo livello.

Dopo un avvio controllato, con il passaggio in quarta posizione ai primi 500 metri, gli azzurri hanno progressivamente aumentato il ritmo, costruendo una straordinaria rimonta nella seconda frazione di gara. Prima il sorpasso sulla Polonia, poi quello sull’Estonia, fino a portarsi stabilmente in seconda posizione, alle spalle degli Atleti Indipendenti Neutrali. Ai 1500 metri il distacco dalla testa era di circa due secondi. Nell’ultima frazione gli italiani hanno continuato a spingere con grande determinazione, difendendo il secondo posto anche dal ritorno della Norvegia. Al traguardo il cronometro ha segnato 6’25″86 per l’Italia, a soli 2″38 dai vincitori, con la Norvegia terza in 6’27″08.

Medaglia d’argento e titolo di vicecampioni europei Under 23!

Dietro questa medaglia, due anni di sacrifici e difficoltà

Per comprendere fino in fondo il valore di questo argento bisogna però guardare oltre il risultato cronometrico e ripercorrere le ultime due stagioni di Marco.

Nel 2025 la mononucleosi aveva pesantemente condizionato la sua preparazione e il suo percorso agonistico, costringendolo ad affrontare un periodo particolarmente complicato, lontano dalla condizione fisica necessaria per competere ai massimi livelli.

Il 2026 avrebbe dovuto rappresentare l’anno del riscatto, l’ultima opportunità per lasciare il segno nella categoria Under 23.

Nonostante i risultati ottenuti durante la stagione e i riscontri positivi nei test di valutazione, Marco non ha trovato spazio in alcuni degli appuntamenti più importanti del calendario internazionale.

Sono così sfumate le possibilità di partecipare al raduno premondiale e ai Campionati Mondiali Universitari in Canada. Scelte tecniche che hanno lasciato inevitabilmente amarezza e interrogativi, soprattutto alla luce del percorso e delle prestazioni dimostrate dall’atleta.

Ma Marco non si è arreso! Ha continuato ad allenarsi, a lavorare e a credere nelle proprie possibilità, senza permettere alle delusioni di compromettere la preparazione. La convocazione al raduno in vista dei Campionati Europei Under 23 ha finalmente rappresentato l’occasione per tornare a dimostrare il proprio valore con la maglia azzurra.

E Marco ha risposto nel modo migliore che un atleta conosca: in acqua, con una medaglia al collo.

Dal tredicesimo posto mondiale all’argento europeo

A rendere ancora più significativo il risultato di Kruszwica è anche il confronto con quanto ottenuto dal quattro di coppia italiano ai precedenti Campionati Mondiali Under 23.

Nella rassegna iridata l’Italia aveva concluso al tredicesimo posto assoluto, vincendo la Finale C.

Per l’appuntamento europeo la formazione è stata rinnovata per metà, con l’inserimento di Marco Gilardoni ed Elia Bressan accanto a Leonardo Salerno e Sebastiano Renzi.

Una nuova combinazione che, dopo un periodo di preparazione insieme, ha saputo conquistare uno straordinario secondo posto continentale.

Pur trattandosi di due manifestazioni differenti, il risultato dimostra quanto il nuovo equipaggio sia riuscito a esprimere un livello competitivo elevato, confermando il valore degli atleti coinvolti e la bontà del lavoro svolto in preparazione all’Europeo.

Per Marco, soprattutto, questa medaglia rappresenta la dimostrazione concreta di poter competere ai vertici internazionali della propria categoria.

Un argento che vale molto più di una medaglia

Ci sono risultati sportivi che si ricordano per il piazzamento ottenuto e altri che assumono un significato molto più profondo per il percorso necessario a raggiungerli.

Quello di Marco Gilardoni appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

L’argento europeo di Kruszwica è il premio per chi ha saputo rialzarsi dopo una malattia, superare momenti di delusione, continuare a credere nel proprio lavoro e farsi trovare pronto quando finalmente è arrivata l’occasione.

Diventare vicecampione europeo nell’ultima gara della categoria Under 23 è il modo migliore per chiudere un capitolo importante della propria carriera e aprirne uno nuovo, con la consapevolezza di poter guardare ancora più in alto.

Per la Canottieri Menaggio questo risultato rappresenta un motivo di immenso orgoglio. Vedere un proprio atleta conquistare una medaglia internazionale con la Nazionale Italiana è una soddisfazione che ripaga anni di impegno, allenamenti e sacrifici.

A Marco vanno le congratulazioni di tutta la società, dei tecnici, dei dirigenti e di quanti hanno seguito e sostenuto il suo percorso sportivo.

Complimenti Marco, sei vicecampione europeo!

Questa medaglia non cancella le difficoltà affrontate, ma dimostra che non sono riuscite a fermarti. Ed è proprio questo a renderla ancora più preziosa.